Il futuro digitale che ci attende, forse

Flint hand tool, core-type, Stone Age. (flints; hand tools)
Flint hand tool, core-type, Stone Age. (flints; hand tools) by Unknown maker is licensed under CC-BY-NC-SA 4.0

Recentemente ho letto il libro “Vite aumentate” di Massimo Canducci Chief Innovation Officer di Engineering.

Nel libro vengono descritte le tecnologie digitali attuali e ne viene ipotizzata una probabile evoluzione.
Il libro è interessante e riporto di seguito alcune riflessioni che la sua lettura mi ha suggerito.

Il Metaverso: indossando un caschetto perderemo il contatto con il mondo fisico e vivremo un’esperienza immersiva in una realtà digitale alternativa. Premesso che questa tecnologia non mi convince, direi che i developer non sono nuovi a questo genere di esperienze.
Lavorando con il software è comune perdere il contatto con la realtà ed instaurare discussioni anche accese con divinità tra le più diverse.
Una evoluzione che mi sembra più realistica è l’avvento degli Smart Glasses in sostituzione degli smartphone. Gli occhiali sono un oggetto di uso comune pertanto hanno un alto potenziale di penetrazione del mercato, quando saranno disponibili potrebbero diffondersi velocemente.

L’autore del libro in una recente intervista dal vivo a Fano, facendo qualche esempio raccontava che, indossando gli Smart Glasses ed avvicinandoci ad una vetrina, potremo ascoltare la voce di un assistente digitale che ci propone un particolare articolo o sconto in base alla nostra profilazione, oppure un assistente digitale della concorrenza che cerca di attirare la nostra attenzione altrove.
In sostanza la tecnologia ci farà sentire le voci. Per qualcuno non sarà un’esperienza innovativa, le voci le sentono già.

Naturalmente quelle del libro sono ipotesi fondate e ragionevoli basate sull’idea che la connettività, la potenza di calcolo e la tecnologia in generale miglioreranno.
Questo sarà vero solo se le condizioni al contorno rimarranno stabili.
Invece in questo momento stiamo vivendo cambiamenti epocali di varia natura: climatica, energetica e geopolitica.
La nostra società digitale è basata su elementi che diamo per scontati per esempio l’energia e la connettività, ma in questo nuovo scenario tali elementi potrebbero venire meno.
In quel caso senza acqua, gas ed energia elettrica l’uomo digitale avrà vita dura.
Speriamo di non dover tornare a scheggiare la selce.

Il Duca Leto Atreides

[…] “Questo Duca era molto più preoccupato per gli uomini che per la Spezia. Ha rischiato la vita, e quella di suo figlio, per salvarli. […] Un simile capo potrebbe assicurarsi una lealtà fanatica. Sarebbe difficile sconfiggerlo.” Contro la sua volontà e contro ogni precedente giudizio, Kynes fu costretto ad ammettere dentro di sé: “Mi piace questo Duca.“

LIET KYNES, DUNE

Un estratto delle riflessioni di Liet Kynes, Planetologo Imperiale personaggio di Dune scritto da Frank Herbert.
Ho riletto recentemente questo libro a distanza di qualche anno.
Queste righe mi hanno colpito molto, perché emerge in modo chiaro e netto lo spessore dei personaggi e la natura profondamente introspettiva del testo.
Rappresentano una efficace sintesi del concetto di leader ma a ben vedere contengono anche altri preziosi insegnamenti.
Le persone si giudicano in base alle azioni che compiono.
Le persone sagge, sulla base di fatti concreti, sono capaci di cambiare le proprie opinioni ed abbandonare pregiudizi.

The game

Qualche tempo fa ho ascoltato Alessandro Baricco parlare del suo libro “The game” e citare la leggerezza come un aspetto del nostro tempo e della civiltà digitale.
In attesa di leggere il libro, ho riflettuto sul tema.

La rivoluzione digitale che stiamo vivendo ha degli aspetti inquietanti. 
Stiamo rendendo tutto facile a tutti.
Ciascuno può ottenere qualunque cosa senza alcuno sforzo: basta un click.
E’ come se avessimo distribuito a tutti i super poteri.
E ci siamo elevati in massa allo status di apprendisti semi Dei a cui è quasi tutto possibile.

Ma non siamo affatto sicuri che questo potere ci renda felici.
Perchè raggiungere una meta senza fatica rende la meta il più delle volte inutile e priva di significato.
Così dopo un pò, all’eccitazione iniziale, subentra una noia mortale ed essere un dio non è più così speciale ma una specie di dannazione.


D’altra parte un potere del genere avrà pure un prezzo…
E se la mela di Apple fosse la stessa mela dell’Eden ?
Il fatto che sia morsicata è già un indizio rilevante…
Forse la rivoluzione digitale è una nuova forma di peccato originale in versione 2.0.

“Il nostro iceberg si sta sciogliendo” di John Kotter, Holger Rathgeber

Questo libricino, che si legge tutto d’un fiato, contiene una favola costruita ad arte per riflettere sul cambiamento in tutti i suoi molteplici aspetti.
La necessita’ di percepire i segnali che indicano la necessità di operare un cambiamento.
L’urgenza di affrontare il cambiamento in tempo utile per evitare danni.
La difficoltà di comunicare un messaggio di cambiamento.
La fatica di coinvolgere gli altri in un processo di cambiamento.

Una favola adatta ai bambini, ma che ha molto da insegnare agli adulti che credono nel cambiamento.
Il libro inoltre contiene un’utile appendice operativa con alcune indicazioni pratiche per promuovere il cambiamento.

Un aspetto che mi ha colpito molto e’ stata la tecnica di coinvolgimento dal basso, attraverso i bambini per arrivare ai genitori.

Dopo essere stato letto da numerosi miei colleghi sono stato riconosciuto ufficialmente come il pinguino Fred,  se volete saperne di più dovete leggerlo…

Nell’immagine in basso una mia piccola creazione LEGO realizzata durante un corso sulla creatività; il concetto da rappresentare era l’innovazione.
All’inizio ero in difficoltà, poi quando nello scatolone dei pezzi ho trovato il pinguino mi si è accesa una lampadina,  ho preso spunto dal libro ed il resto è stato facile.

Il pinguino è colui che deve innovare.
L’innovazione è rappresentata dall’isoletta che sta di fronte e che per essere raggiunta richiede l’attraversamento del mare: azione.
Ciò comporta dei rischi reali rappresentati dagli squali ma l’inazione è anch’essa un rischio reale rappresentato dalla Tigre.
Gli omini che osservano la scena sono i lettori del libro.
Alcuni riflettono, altri fanno tesoro di quanto letto (zaino), altri sono completamente indifferenti a questa esperienza (testa trasparente).

La mia biblioteca professionale

So di non sapere, sono curioso e ho bisogno di stimoli; per questo leggo molto.
A seguire un elenco in ordine sparso:

  • “Innovazione aziendale” di Stephen K. Markham,Paul Mugge,Massimo Canducci
  • “Adriano Olivetti Ai lavoratori”
  • “Undisturbed Rest”
  • “Mastering Oracle Scheduler” di Ronald Rood
  • “Restful Java JAX-RS 20”
  • “C#3.0 Design Patterns” di Judith Bishop
  • *”Come nascono le idee” di Edoardo Boncinelli
  • “Clean Code” di Robert C. Martin
  • “Clean Coder” di Robert C. Martin
  • “Test Driven Development by example” di Kent Beck
  • “Agile software development principles patterns and practices” di Robert C. Martin
  • “Il nostro iceberg si sta scioglendo” di John Kotter, Holger Rathgeber
  • “The goal” di  Eliyahu M. Goldratt
  • “BDD in action” di Jhon Ferguson Smart
  • “Introducing EventStorming” di Alberto Brandolini
  • “Rest assured with JAX-RS” di Abhishek Gupta
  • “Principle of Object-Oriented Programming in JavaScript” di Nicholas C. Zakas
  • “Antifragile Software” di Russ Miles
  • “Il cigno nero” di Nassim Nicholas Taleb
  • “Antifragile” di Nassim Nicholas Taleb
  • “The Web API Design Guidelinees for Happy Developers” di Antonio Pintus e Federico Pinna
  • Fifty Quick Ideas to Improve Your Tests” di Gojko Adzic, David Evans, e Tom Roden
  • “The art of the unit testing” di Roy Osherove
  • “Domain Driven Design” di Eric Evans
  • “Drive” di Daniel H. Pink
  • “Lavorare con intelligenza emotiva” di Daniel Goleman
  • “Codice Montemagno” di Marco Montemagno
  • *”Narrarsi on-line” di Francesca Sanzo
  • “Programming Abstractions in C” di Eric Roberts
  • “Working Effectively with Legacy Code” di Michael-Feathers
  • “Restful Web Services”
  • “The Toyota Way” di  Jeffrey K. Liker,Luciano Attolico
  • “Giocati dal caso” di Nassim Nicholas Taleb
  • “Perseverare e’ umano” di Pietro Trabucchi
  • “10 tesi sull’impresa” di Anna Grandori