Il principio di Peter

Il lavoro è un sistema per mantenere e possibilmente elevare il proprio benessere pertanto le persone, in modo del tutto naturale ambiscono ad una crescita economica.
Nel momento in cui i percorsi di crescita sono standardizzati, le persone, indipendentemente dalle proprie attitudini, cercheranno di percorrerli.

Nell’organizzazione colui che che sarà ritenuto adatto (non necessariamente meritevole) risalirà la scala gerarchica di gradino in gradino, ma si fermerà nel ruolo che gli è meno congeniale. Non essendo prevista una retrocessione, rimarrà bloccato in una situazione in cui esprime la propria massima incompetenza.

Il soggetto che incappa in questo fenomeno si godrà i benefici della posizione raggiunta, ma soffrirà sentendosi inadeguato. A questo punto, quasi avesse vinto immeritatamente il primo premio alla lotteria, comincerà a temere per la propria poltrona. In fondo quanto tempo potrà passare prima che qualcuno si accorga della sua incompetenza ? Questo pensiero lo indurrà ad arroccarsi sulla propria posizione alzando gli scudi per difenderla. Mantenere lo status quo diventerà il suo unico obiettivo. Rifuggire le innovazione sembrerà un buona strategia. Circondarsi di persone servili aumenterà le probabilità di far durare il più a lungo possibile questo piccolo regno ottuso.

L’idea di indurre una persona a ricoprire un ruolo che non le si confà è dannosa per la persona e per l’organizzazione.
Chi si trova in questa situazione e non è disposto a venire a patti con se stesso, pur di sfuggire alla frustrazione potrebbe preferire cercare un’alternativa.

Per evitare tutto ciò, una possibile soluzione sarebbe sganciare la retribuzione dal ruolo, creando dei percorsi di crescita legati alla competenza e alla autorevolezza. Il problema è che la meritocrazia presuppone la capacità di valutare realmente il valore di una persona: un’impresa dannatamente complicata. Così nel mondo reale si preferisce ricorrere alla semplici code di carriera. Se una persona brillante ed ambiziosa entra a far parte di un gruppo consolidato, dovrà necessariamente attendere il suo turno per muovere un passo in avanti, anche se le sue qualità sono evidentemente sopra la media. Il rischio serio in questi casi è di perdere una persona molto capace per ridicole consuetudini. La realtà è che siamo in presenza di un sistema NON meritocratico, in cui è premiante l’anzianità di servizio.
Un sistema del genere tende a scoraggiare ed escludere dalle organizzazioni menti brillanti ed ambiziose che sarebbero preziose per affrontare le sfide che il mercato presenta.

Riferimento: https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Peter

Autore: ferro

Software analyst e developer con la passione per la scrittura

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