La psicologia “semplice” del developer

Ho sempre ritenuto che nel nostro lavoro la componente psicologica sia molto importante, purtroppo ho registrato spesso una scarsa sensibilità verso questo tema.

Ma è veramente così difficile avere a che fare con i developer ?
E’ possibile disegnare il profilo psicologico di un developer ?

Recentemente, durante una di queste riflessioni, ritengo di aver colto una verità interessante.

Un developer professionale è molto simile ad un artigiano, i suoi manufatti sono diretta espressione della sua arte e del suo genio.

Inoltre:

  • trae piacere nel fare bene il suo lavoro e cerca l’eccellenza
  • ha bisogno di dare un senso al proprio lavoro e quindi cerca conferma che il suo manufatto sia utile
  • ha stima di chi fa il suo stesso lavoro e trae beneficio dal far parte di una comunità

Da ciò discente in modo chiaro che chiedere ad un developer di produrre “cacca” equivale a soffocare il sue ego ed infangare la sua arte, ingenerando un profondo senso di frustrazione. 

Di converso per alimentare e mantenere alta la motivazione dei developer è facile individuare una serie di azioni:

  1. manager competenti
  2. retribuzione commisurata al valore prodotto
  3. ambiente informale
  4. auto organizzazione
  5. disponibilità degli migliori strumenti
  6. agevolare l’accesso a informazioni e a formazione
  7. agevolare la partecipazione a community
  8. ridurre il debito tecnico
  9. rendere il lavoro sostenibile

Naturalmente ci sono dei lati oscuri che conviene tenere in debita considerazione:

  1. la ricerca dell’eccellenza è nemica della gestione del tempo
  2. l’ego spiccato può determinare sporadici deliri di onnipotenza

Autore: ferro

Software analyst e developer con la passione per la scrittura