Essere un Ranger

By U.S. Marine Corps Cpl. Aaron Hostutler [Public domain], via Wikimedia Commons
Non so a te, ma a me capita spesso di fare un bilancio della mia vita professionale.
Provo a guardarmi da lontano e rifletto su ciò che sò, ciò che faccio, come  potrei fare meglio il mio lavoro e come posso aiutare gli altri a farlo meglio.
Ti sei mai chiesto qual’ è la tua essenza nel profondo ?
La mia è affrontare un problema e cercare di risolverlo in modo elegante con la speranza che possa essere di aiuto alla comunità di cui faccio parte.
Il mio spirito è quello del Ranger che và in avanscoperta, si muove da solo o in gruppo con equipaggiamento leggero su terreni sconosciuti. Forte della sua esperienza è pronto a tutto, esplora territori nuovi li mappa, trova una via poi torna alla base e fà da guida al resto del gruppo.
Credo che la mia sia un’attitudine che deriva dalla curiosità e dalla vocazione alla formazione.
A ciò  si aggiunge l’esperienza fatta in contesti operativi dove l’efficacia e l’efficienza sono elementi primari per la sopravvivenza.
Il Ranger spesso si muove da solo per essere più veloce, ma per valutare scenari ampii opera necessariamente in squadra.
E’ coraggioso e rischia in prima persona ma si muove avendo ben presente la responsabilità che ha verso il gruppo.
Guarda avanti e precede gli altri, interpreta i segni ma una volta rientrato alla base deve anche saper essere un buon comunicatore per condividere con il gruppo la scelta del percorso da seguire.
E’ lavoro delicato ma affascinante.
L’attività diventa efficace se a livello strategico si condivide la meta finale, solo così il Ranger può trovare giorno per giorno percorsi tattici che avvicinano il gruppo verso l’obiettivo finale.
Ecco cosa significa per me essere un Ranger.

Autore: ferro

Software analyst e developer con la passione per la scrittura